Di cosa siamo fatti?
I misteri dell’Universo, tra cui questa semplice domanda, sono all’origine di teorie, studi ed esperimenti. Uno di questi si svolge nell’acceleratore di particelle LHC, del CERN di Ginevra, detto anche “il grande collisore di Adrone”.
Al suo interno tornano in vita, per un breve istante, particelle estinte sin dal tempo del Big Bang. E’ il caso del Bosone di Higgs, la particella alla base di tutta la materia dell’Universo.
L’ENEA partecipa a questa grande impresa tecnologica fin dal 1999 quando è stata scelta come uno dei centri regionali per la costruzione di un calorimetro elettromagnetico a cristalli scintillanti che permetterà di rilevare le tracce del Bosone di Higgs misurando con precisione l’energia di elettroni e fotoni.
Dei quasi 80.000 monocristalli che compongono il calorimetro, più di 30.000, sono stati caratterizzati ed assemblati presso il Centro ricerche della Casaccia, da ricercatori dell’ENEA e del INFN.
Man mano che venivano realizzati e montati in moduli, i cristalli, ognuno dei quali lungo 23 cm, sono stati assicurati in strutture dotate di ammortizzatori e periodicamente trasportati al CERN per la sistemazione definitiva nel rivelatore.
In occasione dell’ultimo trasporto al CERN, si è svolta presso il Centro della Casaccia, una manifestazione conclusiva della grande impresa, alla presenza dei vertici dell’ENEA e dell’INFN e del Management del CERN.
Il lavoro degli scienziati continua ora a Ginevra, per continuare ad interrogare la natura sui misteri dell’Universo, attraverso la tecnologia più avanzata.
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