rss feed Siamo anche su Facebook Siamo anche su Youtube Ad to Google
sei in: ENEA >> HOME >> Filmati Storici >> nave senza fumo

Nave senza fumo

Luogo: Enea
Data: 01/01/1964
Canale: Filmati Storici
Autori: CNEN - Servizio Informazione Ufficio Audiovisivi

La nave a propulsione nucleare “Savannah” arriva in Italia e attracca al porto di Napoli. Questo fatto da lo spunto per una conferenza sulla propulsione nucleare (inquadratura del prof. Salvetti) e soprattutto è l’occasione per eseguire tutta una serie di controlli sulla eventuale radioattività che la nave può rilasciare nell’ambiente (analisi del pulviscolo atmosferico raccolto da apposite centraline di pompaggio, dell’acqua nei pressi della nave, dei fanghi del fondo marino e dei molluschi mediante analizzatore multicanale e spettrometro di massa).

La Savannah si differenzia dalle navi a propulsione convenzionale per il gruppo propulsore composto da motori elettrici limentati da turbine a vapore a loro volta alimentate dallo scambiatore di calore di un reattore nucleare. E per il atto di non dover riservare le stive all’immagazzinaggio del carburante convenzionale, la nave dispone di una aggiore capienza.

Questo documentaro proviene dal Fondo Filmati Storici dell'ENEA, recentemente ceduto alla FONDAZIONE CENTRO SPERIMENTALE DI CINEMATOGRAFIA ARCHIVIO NAZIONALE DEL CINEMA DI IMPRESA DI IVREA.

Napoli, mattino del 2 dicembre 1964 un mattino come tutti gli altri in un grande porto.
Una nave fra le tante entra nel golfo e si avvicina alla costa, in apparenza una nave come tante altre.
E’ invece la nave a propulsione nucleare Savannah che tocca per la prima volta un porto italiano.
Esattamente 22 anni fa Enrico Fermi otteneva a Chicago la fissione controllata autosostenuta dell’uranio. Coincidenza forse perseguita, certamente augurale.
Dicevamo una nave apparentemente come tante altre, nella stiva il carico; sulla passeggiata coperta, i viaggiatori ai tavolini ammirano il panorama.
Napoli con il suo incredibile golfo cui Ischia e Capri fanno corona e che la mole del Vesuvio sovrasta.
La nave si avvicina... ecco l’imboccatura del porto.
I rimorchiatori alacremente conducono la nave verso la banchina, tutt’attorno i consueti getti d’acqua di saluto.
Nulla appare cambiato della ormai secolare procedura di attracco e permanenza di una nave in porto, ma questa è una nave a propulsione nucleare. Una nave che potremmo dire più proiettata verso il futuro che operante nel presente, nuovi problemi essa già pone, altri ne adombra; problemi che solo l’esperienza potrà risolvere. Un’esperienza che in concreto, e’ ancora tutta da fare. E’ per ciò e in questo clima che durante la permanenza della Savannah nel porto di Napoli, si incontrano nel teatrino di corte, ufficiali e tecnici della nave, dell’Ente Nazionale Elettricità, del Consiglio Nazionale delle Ricerche, esperti industriali e operatori economici interessati a questa specie di traffico del tutto nuova.
Il Professor Carlo Salvetti, Vice Presidente del CNEN apre i lavori con una prolusione; i problemi vengono così impostati. Le relazioni dei tecnici e la successiva discussione, ne elaboreranno i dati favorendo la miglior soluzione tecnica con la collaborazione di tutti.
Già la regolata vita del porto rivela qualcosa di nuovo a cominciare dalla composizione della libera pratica che è stata integrata tra l’altro da esperti della Fisica Sanitaria. Particolari e nuovi compiti vengono affidati alla difesa civile attraverso il nucleo portuale dei vigili del fuoco.
Camionette attrezzate per la rilevazione delle radiazioni, tengono sotto controllo tutta l’area portuale. Tecnici specializzati rilevano continuamente i dati della radioattività ambientale e li comunicano ad un centro che li analizza e li elabora.
Dislocate in più parti del porto, stazioni di pompaggio raccolgono su speciali filtri il pulviscolo atmosferico; sono quelle che seguono operazioni assai delicate, che richiedono apparecchiature molto sensibili e una notevole preparazione tecnica non disgiunta dal senso di responsabilità da parte degli operatori. Esse si concludono con la misura della radioattività del pulviscolo eseguita da un analizzatore multicanale.
L’opera assidua e responsabile dei tecnici della Fisica Sanitaria della Divisione Sicurezza del CNEN e dei Vigili del Fuoco garantiscono che la vita del porto si svolga in condizioni di assoluta normalità.
Appena la nave è attraccata alla banchina entra in funzione il Nucleo di Sommozzatori della Difesa Civile, particolare rilievo infatti è dato al controllo dei rifiuti che la nave necessariamente deve espellere in conseguenza dell’attività delle macchine e della intensa attività di bordo. Non per nulla una nave è assai frequentemente paragonata ad una città galleggiante; potrebbe infatti avvenire che nonostante le più accurate misure di sicurezza prese a bordo, un qualche rifiuto presentasse tracce di radioattività.
Vengono prelevati in successive e ripetute immersioni, acqua, molluschi e fango nelle immediate vicinanze della nave.
Mentre i molluschi e il fango vengono inoltrati per una accurata e complessa analisi al Centro di studi nucleari della Casaccia dove sono sistemate le attrezzature della Fisica Sanitaria l’acqua viene immediatamente controllata da uno spettrometro di massa. In questo caso particolare presso l’Istituto Internazionale di Genetica e Biofisica di Napoli.
Con questo triplice ordine di controlli la permanenza di una nave a propulsione nucleare in un porto è da considerarsi sicura quanto quella di una qualsiasi altra nave.
Ma com’è fatta una nave a propulsione nucleare?
Il suo aspetto esterno in nulla differisce da quello di una moderna nave a propulsione convenzionale.
Il suo interno si può schematicamente suddividere così: una grandissima parte è riservata alle stive per il carico e ai servizi passeggeri ed equipaggio, indubbiamente una percentuale maggiore di spazio che non per gli altri tipi di nave che devono riservare molta parte del tonnellaggio al combustibile convenzionale. Un’altra parte al reattore nucleare col suo contenitore e il suo nocciolo. Un’altra parte ancora agli organi di propulsione convenzionali: le turbine, alle quali il reattore nucleare fornisce il vapore a mezzo del calore prodotto dalla fissione nucleare. Infine la sala di controllo, è questa il vero e proprio cuore della nave, ad essa affluiscono tutti i dati relativi al funzionamento nucleare e convenzionale. Hanno sede in essa tutti i comandi necessari ad imbrigliare la immensa energia del nucleo e a utilizzarla nei modi e nei tempi più convenienti. Poichè non è possibile avere diretta informazione di quanto avviene nella parte nucleare della nave, appositi strumenti che rivelano la forza, la direzione e gli aspetti dei processi che avvengo all’interno del reattore, sono sistemati nella sala di controllo e nelle sue immediate adiacenze. In essa hanno anche sede i comandi dei servomeccanismi che possono intervenire a correggere eventuali deviazioni del decorso normale della reazione nucleare. La parte convenzionale è del tutto uguale a quella destinata a trasformare in moto l’energia del vapore fornita dalle comuni caldaie.
E’ invece caratteristico di questo tipo di nave il Laboratorio di analisi, nel quale tutti gli effluenti vengono sotto posti ad una serie di esami, prima di stabilire il modo e il tempo della loro evacuazione.
Di ogni operazione, di ogni esame viene presa accurata annotazione, in modo che ogni fatto nuovo serva da esperienza per una navigazione sempre più sicura ed economica.
Così l’uomo che cominciò a solcare le acque dei mari con la forza del remo via via sempre più perfezionandosi, sfruttò prima la forza dei venti, poi quella del vapore con le prime navi miste a vela e a pale, poi con le navi ad elica sino ai moderni transatlantici.
Un altro formidabile balzo in avanti è ormai in atto ed esso è legato agli sviluppi di una tecnica nella quale all’esperienza acquisita durante millenni di navigazione si combina l’intuizione di un mondo assai più progredito.

Ti è piaciuto il filmato? Votalo!!!

Guarda la lista completa dei Comunicati Stampa di ENEA

Altri filmati del canale

creative commons
I contenuti di questo sito, tranne la sezione Filmati Storici, sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons Versione 2.5
powered by: ENEA-UTICT ENEA-ASPRES-RES-RELPROM
La testata ENEA NEWS è registrata al Tribunale di Roma n. 306 del 18-09-2009
ambiente.tv ecoradio nuova ecologia qualenergia villaggio globale sperimentarea.tv
powered by ENEA-GRID