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La tecnologia dei body scanner

Luogo: Roma
Data: 12/02/2010
Canale: Tecnologie
Autori: S. Marconi, R. Ciardi

Come funzionano i body scanner? Sono pericolosi per la salute dei passeggeri che si sottopongono a questi controlli? Abbiamo posto queste domande a Paolo Rossi, ricercatore dell'Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza sul Lavoro (ISPESL) ed esperto di protezione dai campi elettromagnetici.

L’ENAC ha comunicato che partirà anche in Italia la sperimentazione di due tipi di body scanner negli aeroporti di Fiumicino, Malpensa e Venezia.

Ci può spiegare quali sono e come funzionano questi strumenti?

Paolo Rossi (ISPESL) Un tipo è a rilevazione completamente passiva di onde elettromagnetiche che vengono spontaneamente, naturalmente prodotte dai corpi dei soggetti che attraversano il dispositivo per il fatto di avere una temperatura maggiore dello zero assoluto. Tecnologia completamente passiva  che restituisce una sorta di immagine a risoluzione abbastanza allargata del soggetto per la quale non sono ipotizzabili effetti sanitari di nessun tipo appunto essendo una tecnologia completamente passiva. Per quanto riguarda invece la seconda famiglia di apparati di tratta di dispositivi a onda millimetrica attiva che diciamo illuminano il soggetto con delle onde elettromagnetiche e poi misurano la riflessione di queste onde sulla superficie del corpo del soggetto perché queste onde sono in grado di penetrare lo strato dei vestiti. E quindi l’immagine che viene restituita è una sorta di ricostruzione dimensionale della superficie del corpo.

Cosa riescono a rilevare i body scanner?

Paolo Rossi (ISPESL) Entrambe le tecnologie non sono in grado di ottenere informazioni su ciò che è all’interno del corpo ma soltanto su ciò che è sulla superficie del corpo. Nel caso di dispositivi passivi a rappresentazione è sostanzialmente termica per cui quello che si riesce a mettere in evidenza è l’eventuale differenza di temperatura di oggetti che sono a contatto con la superficie. Nel caso di dispositivi attivi il sistema è in grado di ricostruire la geometria della superficie del corpo e quindi l’operatore del body scanner riconosce la presenza di un oggetto perché vede una sorta di alterazione nella geometria della superficie corporea.

Ci sono rischi per i passeggeri che si sottopongono a questo genere di controlli?

Paolo Rossi (ISPESL) Le potenze in gioco nei dispositivi sembrano essere molto piccole, più contenute addirittura di un telefono cellulare. Da un punto di vista qualitativo l’interazione con i tessuti è leggermente diversa perché si tratta di un’interazione puramente superficiale. Le onde millimetriche non sono in grado di penetrare all’interno del corpo a differenza delle frequenza della telefonia cellulare che invece sono in grado di penetrare seppur di pochi centimetri. L’effetto sanitario ascrivibile a questo tipo di frequenze è sempre e comunque l’effetto di riscaldamento, almeno questo è l’effetto noto e solidamente accettato nella letteratura scientifica e la normativa italiana ha già da tempo recepito dei limiti internazionali di una raccomandazione europea del 1999 che danno totale garanzia di protezione da questo tipo di effetti. Quindi ove il produttore del dispositivo riesca a contenere la potenza di questi dispositivi ai livelli di esposizione entro i limiti già stabiliti dalla legge italiana e ove ovviamente possa dimostrare attraverso idonea certificazione e magari test di laboratori che il dispositivo risponde a questi requisiti non dovrebbero sussistere problemi di carattere sanitario.

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