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Riprodotta nei laboratori ENEA la colorazione della Sacra Sindone

Luogo: Frascati
Data: 14/05/2010
Canale: Tecnologie
Autori: C. Vinci, F. Paradiso

Sacra Sindone, Velo di Manoppello e Tilma di Guadalupe sono le immagine sacre su cui la scienza continua ad indagare. I ricercatori del Centro Ricerche ENEA di Frascati hanno provato a riprodurre in laboratorio la colorazione della Sindone di Torino con speciali laser ad eccimeri. I risultati sono stati sorprendenti.

La discussione scientifica sul mistero della Sindone si è sicuramente arricchita di nuovi particolari in occasione  del confronto tra esperti che si è svolto durante la conferenza Internazionale organizzata dall’ENEA.

La Sindone è la più importate di tutte le reliquie nella cultura cattolica, venerata da sempre da milioni  di fedeli, con una origine misteriosa, rimasta ancora tale. Ogni ostensione diventa un pellegrinaggio continuo di persone che cercano in quell’immagine la percezione della sofferenza dell’uomo-dio.

Anche altri veli conservano il mistero della loro realizzazione, tra questi   la Tilma di Guadalupe e il velo di Manoppello che, insieme alla Sindone,  costituiscono le più famose immagini acheròpite, cioè immagini non dipinte da mano umana.

La scienza ama indagare i misteri e si è accostata più volte alla Sindone, cercando di studiare le caratteristiche chimiche e fisiche della sua realizzazione.

I vari esperimenti condotti per cercare di colorare fibre di tessuto con l’utilizzo del laser per conto di industrie tessili, hanno incuriosito i ricercatori del Centro Ricerche ENEA di Frascati che hanno studiato il telo e provato a riprodurre in laboratorio la colorazione della Sindone di Torino, utilizzando speciali laser ad eccimeri. Con impulsi di luce ultravioletta sono riusciti ad imprimere e colorare la parte esterna della filatura di alcune fibre di lino, con risultati sorprendenti. Si tratta della realizzazione della colorazione più simile all’originale; un risultato fino ad oggi non ottenibile e replicabile.

Precedenti ricerche avevano già confermato che sul telo della Sindone non c’era pittura, ma che piuttosto il colore sembra essere stato impresso, come se l’immagine fosse un negativo fotografico, in cui il colore risiede su uno strato molto superficiale dei fili di tessuto e le sfumature forniscono indicazioni dimensionali  del corpo che le ha generate.

Oggi la scienza può affermare che una forma di energia può aver impresso quella immagine.  Rimane ancora irrisolto l’enigma  ma resta vivo il  dibattito scientifico, filosofico e teologico sull’origine della Sindone e della sua immagine.

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