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Acquacoltura

Luogo: Roma
Data: 26/09/1984
Canale: Filmati Storici
Autori: Luciano Emmer

Le tecniche di allevamento di specie ittiche e gli interventi ENEA per adeguarle. (Data di produzione del filmato: 1984)

Questo documentaro proviene dal Fondo Filmati Storici dell'ENEA, recentemente ceduto alla FONDAZIONE CENTRO SPERIMENTALE DI CINEMATOGRAFIA ARCHIVIO NAZIONALE DEL CINEMA DI IMPRESA DI IVREA.

La pesca ? la forma pi? semplice di sfruttamento delle risorse del mare perch? si limita, in effetti, ad una semplice raccolta di pesci, alghe, molluschi e crostacei utili all?uomo. Il Mediterraneo ? un mare storicamente importante. Le sue acque, che superano di poco i 4 milioni di chilometri cubici di volume, bagnano diciotto paesi in cui la pesca costiera ? molto attiva ed impegna un gran numero di natanti e pescatori.

Attualmente la flottiglia peschereccia italiana sbarca i 2/3 delle catture complessive del Mediterraneo e le imbarcazioni da pesca sono costrette ad allontanarsi sempre pi? dalle nostre coste ormai ampiamente sfruttate. Sta forse per essere sconfitto il mito della inesauribilit? delle risorse del mare.

In molte sedi internazionali specializzate come la FAO si da per scontato che la produzione dell?acquacoltura mondiale superer? il valore presente delle catture della pesca prima della fine del secolo. I conti della produzione ittica italiana sono ormai da alcuni decenni in rosso: il valore delle importazioni ha superato nel 1983 i 3 miliardi di lire al giorno e la tendenza dei consumi ? destinato a crescere; in effetti l?Italia, ? un forte consumatore di prodotti ittici soprattutto nel sud e nelle isole.

L?acquacoltura appare quindi la prospettiva pi? razionale e completa per la valorizzazione produttiva delle acque costiere interne di cui l?Italia abbondantemente dispone.
I pesci e molti altri organismi acquatici sono le macchine pi? efficienti ed a buon mercato per produrre proteine nobili.

L?acquacoltura, cio? il mantenimento di pesci, molluschi e crostacei in zone riparate e controllate dove trovano ricche possibilit? di alimentazione naturale o artificiale sta divenendo, anche in Italia, sia pure a piccoli passi, una realt? produttiva ed economica molto interessante.
Ma vediamo alcune tappe fondamentali del processo produttivo partendo dal condizionamento della maturit? sessuale nei riproduttori.

Lo sviluppo dell?acquacoltura, infatti, passa in primo luogo attraverso il controllo della riproduzione artificiale delle specie oggetto di allevamento per l?ottenimento di importanti quantitativi di giovani pesci o avannotti da allevare negli impianti. Per questo motivo in tutti i centri di riproduzione artificiale grande cura ? riposta nella creazione di? un ltto di riproduttori adeguato alle esigenze produttive dell?impianto.

Per sincronizzare l?ultima fase della maturazione ovarica e stimolare l?emissione delle uova nelle femmine, vengono comunemente usati prodotti ormonali. La femmina da trattare viene anestetizzata e pesata per poter calcolare esattamente il dosaggio ormonale da utilizzare; vengono quindi iniettate posteriormente alla pinna dorsale, da 1000 a 2000 unit? internazionali di ormoni gonadotropinici umani.

Le uova raccolte dopo l?emissione schiudono in 1-2 giorni, dando vita a delle minuscole larve (lunghe 2-3 millimetri) che sono poste in allevamento in appositi bacini. La larva dopo altri due giorni circa inizia ad alimentarsi. Da questo momento ha inizio una delle fasi pi? delicate e costose dell?allevamento, perch? le larve delle specie marine richiedono per i primi 20-30 giorni di vita la somministrazione di un particolare tipo di alimento rappresentato da piccoli organismi viventi: il Plancton.

Il Fitoplancton, cio? il Plancton vegetale, ? prodotto in appositi locali nei centri di riproduzione artificiale, la cui conduzione rappresenta, probabilmente, il momento tecnologicamente pi? impegnativo dell?intero processo produttivo. Da ceppi puri di minuscole alghe marine monocellulari, vengono effettuate delle colture intensive in sacchi di polietilene trasparente nei quali viene immessa acqua di mare filtrata e fertilizzata.

In pochi giorni le minuscole micro-alghe si riproducono fino a raggiungere la concentrazione di 2-3 miliardi di unit? per litro di coltura.
Il Fitoplancton cos? prodotto serve per alimentare lo Zooplancton, cio? il plancton animale, a sua volta alimentato dalle larve delle specie ittiche di interesse commerciale.
E? stata quindi messa a punto un?apparecchiatura per la raccolta stazionaria dello Zooplancton che consente una raccolta automatica e celere. L?apparecchiatura ? rappresentata essenzialmente da un sistema aspirante costituito da un?elica mossa da un micromotore; il sistema aspirante, che e? sostenuto da due galleggianti crea un flusso d?acqua costante (fino a 300 litri al minuto) che ? filtrata da un lungo retino da Plancton.

Dopo 2-3 ore di funzionamento l?apparecchiatura ? riportata a riva e il Plancton raccolto pu? essere utilizzato direttamente per l?alimentazione larvale. Le prove fin qui effettuate hanno permesso di allevare con successo specie pregiate, quali la spigola, la sogliola e la mazzancolla.
Dopo questa prima fase di allevamento con mangime vivo, come alimento, gli avannotti (ormai lunghi 2-3 centimetri) sono alimentati in un prima fase con pastoni umidi, quindi con pellettati secchi.

In queste immagini vediamo delle spigolette di circa 90 giorni ormai completamente svezzate e tanto domestiche da raccogliere l?alimento direttamente nella mano del tecnico. A questo punto gli avannotti sono pronti ad essere immessi nei bacini di allevamento dove raggiungono la taglia di mercato in circa 15-18 mesi a seconda della specie.

Il periodo di allevamento ? molto pi? breve nelle nostre regioni meridionali come ? il caso di questo impianto siciliano nel quale la stasi di accrescimento invernale ? ridotta rispetto a quella che si registra in analoghi impianti pi? settentrionali. Il ciclo produttivo ? notevolmente abbreviato anche nelle piscicolture termiche, finora soltanto sperimentali, in grado di poter utilizzare le acque reflue di impianti industriali o di generazione elettrica.

Un?altra possibilit? ? rappresentata dalla semina degli avannotti in lagune salmastre controllate dove da lunghissimo tempo ? praticata una forma di acquacoltura tradizionale o vallicoltura, conosciuta in tutto il mondo come tipicamente italiana. I giovani pesci seminati si accrescono nelle lagune e vengono catturati al momento del ritorno verso il mare.

L?Italia ha una grande ricchezza di lagune salmastre; oltre 150 ettari e, l?applicazione delle recenti acquisizioni nel campo della riproduzione artificiale, a fianco della corretta gestione della pesca e alla protezione degli ambienti lagunari dall?inquinamento potr? accrescere in futuro la produttivit? di queste importanti aree costiere.

Per gli allevamenti intensivi inoltre occorrer? verificare la possibile allevabilit? di altre specie finora trascurate. In una ricerca dell?ENEA presso un impianto in Sicilia si sta tentando gi? con buoni risultati l?allevamento della Ricciola specie che abbina ad una quotazione di mercato interessante per i piscicoltori una rapidit? di accrescimento notevole.
Per gli allevamenti lagunari, una specie che sembra offrire grandi possibilit? ? rappresentata dal gambero o mazzancolla, che seminata in bacini estensivi raggiunge la taglia di mercato in 4-5 mesi.

L?ENEA ha riportato dalla Francia un lotto di riproduttori della mazzancolla Peanaeus Japonicusm specie particolarmente adatta agli allevamenti lagunari soprattutto nell?area mediterranea. Vediamo le operazioni di routine ed i rilevamenti sperimentali legati all?introduzione della maturit? sessuale nei riproduttori di Peanaeus Japonicus.

La femmina qui ripresa mostra un ottimo livello di maturazione ovarica ? fecondata come si pu? verificare dalla presenza delle spermatofore inserite nel thelicum. Si tratta di un animale pronto per la riproduzione. L?interesse per la specie? ? testimoniato dalle richieste di lotti di gamberi da semina da parte di operatori del settore.

Larve di mazzancolla sono state inviate in un impianto in Tunisia dove sono in corso prove di acclimatazione nell?ambito di un programma di collaborazione con il progetto FAO di sviluppo dell?acquacoltura mediterranea. Messa ormai a punto la tecnica di riproduzione artificiale occorre operare soprattutto nel settore della promozione attraverso la creazione di centri regionali di riproduzione artificiale in grado di rispondere alle richieste degli operatori. L?ENEA ? impegnato in un progetto di sviluppo della crostaceicoltura, che prevede? tra l?altro la realizzazione di un?unit? pilota di riproduzione artificiale in grado di produrre molti milioni di post-larve di gambero.

Volendo trarre delle rapide conclusioni possiamo dire:

-?? ?gli allevamenti ittici di specie marine potranno fornire un contributo crescente alla produzione nazionale di fonti protiche di origine animale; il Mezzogiorno potr? assumere da questo punto di vista un nuovo ruolo anche perle prospettive occupazionali;

-?? ?lo sviluppo dell?acquacoltura deve essere perseguito insieme ala tutela delle risorse marine mediante azioni tendenti al riequilibrio dell?ambiente anche con azioni tendenti al riequilibrio dell?ambiente anche con azioni di ripopolamento delle zone a sfruttamento intensivo;

-?? ?il trasferimento dei risultati acquisiti sar? il collegamento ed il coinvolgimento nelle attivit? di ricerca degli operatori del settore, i quali dovranno essere chiamati a realizzare e e gestire impianti dimostrativi, presso i quali potr? essere condotta un?adeguata attivit? di ricerca degli operatori del settore, i quali dovranno essere chiamati a realizzare e gestire impianti dimostrativi, presso i quali potr? essere condotta un?adeguata attivit? di formazione professionale.

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