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Il punto sulla fusione nucleare

Luogo:
Data: 31/01/2012
Canale: Nucleare
Autori: F. L. Falconieri, R. Ciardi

ITER, DEMO e FAST: la comunità scientifica italiana fa il punto sulla fusione nucleare

Quali saranno le opportunità del nuovo programma quadro europeo della ricerca e come l’Italia potrà mantenere il livello di eccellenza guadagnato in questi ultimi cinquant’anni negli studi sulla fusione nucleare: raccolta al Centro Ricerche ENEA di Frascati, la comunità fusionistica italiana ha discusso questi temi per due intere giornate. 

Tra ricercatori e tecnici, in Italia ci sono circa seicento persone che si dedicano a tempo pieno alla fusione nucleare, un gruppo di eccellenza il cui contributo alla grande ricerca internazionale ha sempre avuto il giusto riconoscimento. Si, perché, fra le grandi opzioni a lungo termine per la produzione di energia su ampia scala con zero emissioni di CO2 e ridotti rischi per la salute dell’uomo e dell’ambiente, la fusione nucleare è un settore al quale tutti i paesi del mondo guardano e contribuiscono, in uno sforzo congiunto, ormai da oltre cinquant’anni.

Il 2007 ha segnato una tappa fondamentale di questo impegno: a Cadarache in Francia, è iniziata la costruzione del reattore ITER e con esso una nuova era della fusione. Per la prima volta si sta realizzando un esperimento che proverà la fattibilità scientifica e tecnologica della produzione di elettricità. Dopo di Iter arriverà DEMO, nel 2050, la prima vera e propria centrale sperimentale. 

Intervista a Aldo Pizzuto, ENEA
“ITER rappresenta una soluzione di continuità nel modo di condurre le attività finora, per cui nel 2006 già la comunità italiana ha stilato, redatto un programma decennale che vedeva alcuni punti essenziali da realizzare nel breve termine”.

Un elemento essenziale di questo nuovo gruppo di attività è costituito da FAST, un esperimento satellite  di ITER, più flessibile e decisamente meno costoso. Queste caratteristiche hanno permesso di affrontare alcuni problemi estremamente complessi, come quello del raffreddamento, visto che all’interno del reattore si possono raggiungere temperature  superiori a 100 milioni di gradi. 

Intervista a Aldo Pizzuto, ENEA
“Gli ultimi tre anni di discussione in Europa sono stati fortemente condizionati dall’aumento dei costi di iter, ci sono voluti tre anni come e in che modo far fronte all’ aumento di tre volte dei costi per iter, questo a mio parere è un motivo in più  per proporre una macchina che verso iter può dare un contributo sia in termini di know how ulteriore, ma soprattutto di ridurne i rischi operativi”.
Fast è quella macchina, ma il futuro dell’esperimento non è ancora chiaro, perché i finanziamenti di 300 mila euro, promessi dal precedente governo italiano non sono arrivati e così anche la quota europea, che avrebbe dovuto consistere del 40% della quota nazionale, non è arrivata.

Intervista a Aldo Pizzuto, ENEA
“Non dimentichiamo che grazie alla collaborazione tra la ricerca e l’ industria che abbiamo iniziato già a metà degli anni novanta, l’industria italiana è già tra i primi competitor di iter, nell’acquisizione dei contratti di iter, e oggi ha acquisito le commesse più prestigiose che riguardano l’impianto iter”.
 
 
Un’eccellenza italiana che rischia di venire assorbita dalla competizione internazionale, che dal Giappone agli Stati Uniti, dimostra di essere ben più agguerrita. Per impedire che ciò accada è necessario ancora una volta che la ricerca  vinca il disinteresse generale e convinca, sopratutto i decisori politici a guardare avanti.   

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