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Prepararsi all'Antartide

Luogo:
Data: 15/11/2012
Canale: Ambiente
Autori: R. Ciardi, L. Moretti

L'avventura antartica ha avuto inizio. Ma l’impegno di tecnici e ricercatori italiani è iniziato molto prima della partenza.
Tutti coloro che per la prima volta partecipano ad una missione del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide, devono superare un corso di selezione ed addestramento alla vita polare di due settimane, organizzato da ENEA in collaborazione con Esercito, Vigili del Fuoco e Guardie Alpine.

Mare di Ross, Baia Terra Nova. Con l’arrivo del primo gruppo di ricercatori alla base Mario Zucchelli, le attività scientifiche nella terra dei ghiacci possono avere inizio.

Ma l’impegno di tecnici e ricercatori italiani è iniziato molto prima della partenza.
Si, perché al Polo Sud non basta essere scienziati.
Tutti coloro che per la prima volta partecipano ad una missione del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide, devono superare un corso di selezione ed addestramento alla vita polare di due settimane, organizzato da ENEA in collaborazione con Esercito, Vigili del Fuoco e Guardie Alpine.
Alla Stazione Mario Zucchelli, le temperature che raggiungono -50°, i venti catabatici, che discendono dalla sommità delle alture ghiacciate, a 200km/h, non ultime lontananza e solitudine, possono mettere a dura prova corpo e mente.
Alla Base Concordia le sfide sono altrettante: a 1000 km dalla costa, con 3200 mt di altitudine, durante l’inverno la colonnina può toccare i -80° e bisogna essere preparati ad affrontare tutti i tipi di emergenze.


ROBERTA MECOZZI CAPO MISSIONE BASE CONCORDIA - ENEA "in questo contesto così estremo le emergenze più problematiche 0832 sono le emergenze di natura sanitaria e ovviamente il pericolo incendio che è dovuto alla bassissima umidità presente che rende quindi tutti i materiali più fortemente infiammabili"


Addestramento fisico e preparazione psicologica sono dunque fondamentali.
Il corso, voluto dall’Ing. Mario Zucchelli fin dal 1988, prevede una prima parte formativa teorico-pratica, che si svolge in aula presso il Centro ENEA di Brasimone: si inizia con lo studio del continente antartico sotto il profilo storico, geografico ed ambientale, per terminare con regime giuridico, norme di sicurezza e aspetti psicologici.
Già dalle prime battute del corso, infatti i formatori devono valutare l’attitudine dei neofiti ad affrontare un continente così ostile e confinato, dove la capacità di gestire lo stress fà la differenza.

MARA COLOMBARINI – ENEA "la parte selettiva è importantissima e ci permette di capire se questi partecipanti possono essere in grado di adattarsi ad avere condizioni vita particolari in campi remoti esterni alle basi presenti in Antartide, imbarcati su navi con cui noi operiamo, a vivere con personale che comunque non conoscevano precedentemente e adattarsi a questo ambiente così particolare"


Nella parte pratica, i candidati devono affrontare una serie di prove che prevedono anche un corso di primo soccorso tenuto da infermieri professionali dell’ENEA.
Le attività proseguono nelle acque del lago Brasimone, con formatori d’eccezione. Gli incursori del 9° Reggimento d'assalto "Col Moschin" dell’Esercito, insegnano ai candidati a gestire situazioni di crisi, come utilizzare natanti a motore, effettuare manovre per recuperare l’”uomo in mare” o indossare mute stagne per entrare nelle acque glaciali. Si termina con le arrampicate su scale di corda e montaggio di tende.
Ma in Antartide il gelo non è il solo nemico. Bisogna saper sopravvivere anche al fuoco.
Il programma del corso continua allora con l’addestramento dei Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Bologna.


SERGIO GAMBERINI – ENEA "facciamo delle prove di evacuazione da una camera invasa da fumo, delle prove di estinzione incendio di una vasca riempita di idrocarburi infuocati e facciamo anche vedere come si può, con banali mezzi di fortuna, evacuare da una zona in fiamme soltanto riparandosi con una coperta di lana, una prova di estinzione per soffocamento di una piccola vasca e provano anche manichette antincendio"


Non è finita qui. La seconda parte del corso si svolge in un ambiente che per caratteristiche fisiche e climatiche, è molto simile a quello antartico.
Con il supporto delle Guide Alpine del Centro Addestramento Alpino di Aosta, i corsisti vengono accompagnati a La Thuile, nel cuore delle Alpi, dove per una settimana, affrontano una specifica preparazione all’ambiente polare.
L’allestimento e il pernottamento in tende, la conoscenza dei ghiacci e le manovre di soccorso organizzato, mettono ricercatori e tecnici a tu per tu con il ghiacciaio e i suoi rischi.
Per non parlare della convivenza forzata e l’isolamento, tra cibi precotti e liofilizzati.
Dall’accampamento poi, le prove più dure: arrampicate, voli in elicottero, escursioni sui ghiacciai ed esercitazioni con imbragature e moschettoni.
Visti dal Monte Bianco, ora i ghiacci del Polo Sud sembrano più vicini.

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