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Copie tecnologiche per la necropoli egizia di Saqqara

Luogo: Bologna
Data: 04/02/2013
Canale: Tecnologie
Autori: F. L. Falconieri, M. Maffioletti
URL Approfondimento: QUI

L’Istituto Italiano di Cultura del Cairo ha inaugurato una mostra un po’ speciale: turisti e locali sono venuti ad ammirare le copie praticamente perfette di due importanti reperti provenienti della necropoli di egiziana di Saqqara.  Si tratta di due rilievi originariamente collocati all’interno delle tombe del generale Horemheb e del maggiordomo regale Ptahemwia e oggi conservati presso il Museo Civico Archeologico di Bologna.
 
Daniela Picchi, Museo Civico Archeologico di Bologna
“La tomba di Horemheb  venne scoperta una prima volta negli anni 20 dell’ottocento, probabilmente la persona che la scoprì fu una donna, potremmo considerarla la prima archeologa, la prima egittologa di tutti i tempi, Amalia Nizzoli… gli oggetti raccolti da Amalia e dal marito  vennero poi venduti al pittore bolognese Pelagio Palagi che li donò alla morte alla città natale Bologna. Ecco perché questo rilievo si trova a Bologna e testimonia lo smembramento di una tomba importantissima che è distribuita in musei di tutto il mondo Bologna, Firenze, Leiden, Berlino.”
 
Realizzati in roccia calcarea durante il regno di Tutankamon, oltre tremila anni fa, i due rilievi sono tanto preziosi quanto fragili e potrebbero subire danni anche gravi da qualsiasi manipolazione impropria.
 
Paola Giovetti, direttore del Museo Civico Archeologico di Bologna
“Per quanto ci riguarda è il nucleo più importante forse della nostra collezione, materiali che sono stati sempre richiesti in prestito per mostre e che noi non abbiamo mai potuto concedere per questioni conservative … Grazie alle nuove tecnologie invece siamo riusciti realizzare in collaborazione anche con ditte italiane di grande livello e capacità artistica e artigianale le copie di questi rilievi.”
 
Per riprodurre i due rilievi nella maniera più fedele possibile è stato necessario innanzitutto acquisire informazioni  dettagliate sulla loro forma e sulle loro caratteristiche superficiali. La metodologia utilizzata è stata messa a punto dal Laboratorio ProtoLab del Centro Ricerche ENEA di Bologna. Con uno scanner a triangolazione laser ad alta risoluzione sono state memorizzate le coordinate spaziali di oltre 30milioni di punti per ogni rilievo. In pratica in nessuna fase del processo, i ricercatori dell’ENEA sono mai venuti direttamente a contatto con i manufatti, che invece sono stati ripetutamente accarezzati dal raggio laser. I dati raccolti sono stati poi utilizzati per elaborare i modelli virtuali tridimensionali dei due reperti presso il Centro ENEA della Casaccia. Questa metodologia, assolutamente non invasiva è in grado di fornire informazioni molto accurate che possono rivelarsi di grande utilità sia al restauratore che allo studioso. I modelli virtuali in questo caso sono stati inviati alle Società UNOCAD e  Zanchetta Marmi di Vicenza che hanno curato la fase finale della fresatura dei blocchi  marmorei.
 
Daniela Picchi, Museo Civico Archeologico di Bologna
"Il Museo Archeologico di Bologna e l’ENEA si propongono di  raggiungere alcuni obiettivi con questo progetto condiviso. Il più importante è quello collegato alla conservazione di originali unici molto fragili."
 
Dopo un breve periodo di esposizione al pubblico presso l’Istituto Italiano di Cultura al Cairo, le copie marmoree donate dal Museo archeologico al governo egiziano saranno portate a Saqqara per completare il restauro integrativo delle tombe dalle quali furono tolti gli originali. Fra i più importanti siti archeologici egiziani, Saqqara è stato purtroppo depredato e abbandonato per molto tempo all’aggressività degli agenti atmosferici e delle sabbie del deserto. Il Museo Archeologico di Leida in Olanda conduce una campagna di scavi e restauro grazie alla quale importanti tombe e monumenti sono stati riaperti al pubblico già dal 2011.  Intanto un’altra copia, altrettanto perfetta, del rilievo di Ptahemwia è stata realizzata per restare a Bologna.
 
Daniela Picchi
“Un’altra finalità del progetto è  quella di valorizzare, utilizzare, copie da originali per percorsi tattili, che noi ci immaginiamo non solo per non vedenti ma anche per vedenti che spesso non riescono a cogliere con gli occhi infiniti dettagli, così come sono infiniti i dettagli di questa iscrizione."

Con una tecnologia non invasiva ed estremamente accurata, messa a punto dal laboratorio Protolab del C.R. ENEA di Bologna, sono state realizzate le copie di due preziosi e fragili rilievi provenienti dalla necropoli di Saqqara e attualmente conservati presso Museo Civico Archeologico di Bologna. Donate al governo egiziano, le copie in marmo saranno collocate nel sito originario per completarne il restauro integrativo.

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Data: 4/2/2013
Autori: F. L. Falconieri, M. Maffioletti
Canale: TECNOLOGIE

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