Centinaia di milioni di gradi. E’ questa la temperatura che, il quarto stato della materia, il plasma, deve raggiungere per innescare la reazione di fusione termonucleare.
Ma come è possibile produrre plasma sulla terra e portarlo a quelle temperature? Con quali tecniche? A che punto siamo della ricerca?
Se ne è discusso a Sorrento, durante la conferenza internazionale organizzata dall’ENEA, sulle applicazioni delle radiofrequenze nei plasmi.
Perché il plasma raggiunga 100 milioni di gradi, il riscaldamento ohmico infatti - quello che si ottiene grazie alla sua conducibilità termica che gli permette di riscaldarsi al passaggio della corrente - non basta. 
Queste temperature roventi, simili a quelle che si hanno all’interno del sole, possono essere raggiunte attraverso l’iniezione nel plasma di onde elettromagnetiche tramite antenne a radiofrequenza o di atomi che urtandosi, trasferiscono al plasma la loro energia cinetica. 

Miklos Porkolab – Hannes Alfvén Prize 2013 - MIT 
"ci sono 3 sistemi a radiofrequenza che possono essere utilizzati per riscaldare il plasma e per guidarne la corrente in maniera non induttiva al fine di mantenere il plasma in uno stato costante e stazionario. Alcune delle radiofrequenze usate hanno frequenze nell’ordine di migliaia di MHz come le stazioni radio e quindi il riscaldamento del plasma e' simile a quanto succede in un forno a microonde .. Le onde usate vanno dalle decine di MHz chiamate IonCyclotron, alle centinaia di migliaia di MHz, le ElectronCyclotron passando per alcune migliaia di MHZ delle LowerHybrid, molto sviluppate in Europa ed in Italia.

Durante il meeting, patrocinato dal Comune di Sorrento, il gotha mondiale della ricerca fusionistica sulla radiofrequenza nei plasmi, ha potuto confrontarsi sui risultati scientifici più recenti e sulle problematiche ancora irrisolte.

Angelo Tuccillo – ENEA "Speriamo che escano idee nuove soprattutto in vista del contributi che noi come scienziati italiani in particolare diamo alla realizzazione di Iter, in particolare in campo di radiofrequenze attualmente a Frascati stiamo lavorando per risolvere uno dei problemi attualmente più seri ed è quello delle potenze molto elevate nell’IonCyclotron, che è il sistema principale di riscaldamento che ha purtroppo il “draw back” di generare impurezze nel plasma. Grazie al codice sviluppato fra l’altro dal Politecnico di Torino, di cui uno dei maggiori artefici ha ottenuto un premio qui alla conferenza, riusciamo a progettare delle antenne più facilmente gestibili in alta potenza nei plasmi"

Per ricerca e industria italiane bilancio in attivo: attraverso la collaborazione con i laboratori dell’Associazione ENEA-Euratom, l’Italia vanta l’avanguardia in un settore che offre ritorni determinanti in termini di competitività e sviluppo. Anche per i giovani.
 
Daniele Milanesio – "Young Researcher Topical RF Conference Prize" - Politecnico di Torino "il premio è legato allo sviluppo di un codice per la simulazione di antenne per il riscaldamento dei plasmi,ho dato un contributo nell’accrescere le potenzialità del codice e da codice di nicchia è diventato uno strumento che tutto il mondo dei plasmisti che si occupano di antenne utilizza giornalmente. Speriamo di continuare così"

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20^ Conferenza Internazionale su Radiofrequenze nei Plasmi. Obiettivo 100 Milioni di gradi

Luogo: Sorrento
Data: 22/07/2013
Canale: Nucleare
Autori: L. Moretti, R. Ciardi

Centinaia di milioni di gradi. E’ questa la temperatura che, il quarto stato della materia, il plasma, deve raggiungere per innescare la reazione di fusione termonucleare.
Ma come è possibile produrre plasma sulla terra e portarlo a quelle temperature? Con quali tecniche? A che punto siamo della ricerca?
Se ne è discusso a Sorrento, durante la conferenza internazionale organizzata dall’ENEA, sulle applicazioni delle radiofrequenze nei plasmi.
Perché il plasma raggiunga 100 milioni di gradi, il riscaldamento ohmico infatti - quello che si ottiene grazie alla sua conducibilità termica che gli permette di riscaldarsi al passaggio della corrente - non basta. 
Queste temperature roventi, simili a quelle che si hanno all’interno del sole, possono essere raggiunte attraverso l’iniezione nel plasma di onde elettromagnetiche tramite antenne a radiofrequenza o di atomi che urtandosi, trasferiscono al plasma la loro energia cinetica. 

Miklos Porkolab – Hannes Alfvén Prize 2013 - MIT 
"ci sono 3 sistemi a radiofrequenza che possono essere utilizzati per riscaldare il plasma e per guidarne la corrente in maniera non induttiva al fine di mantenere il plasma in uno stato costante e stazionario. Alcune delle radiofrequenze usate hanno frequenze nell’ordine di migliaia di MHz come le stazioni radio e quindi il riscaldamento del plasma e' simile a quanto succede in un forno a microonde .. Le onde usate vanno dalle decine di MHz chiamate IonCyclotron, alle centinaia di migliaia di MHz, le ElectronCyclotron passando per alcune migliaia di MHZ delle LowerHybrid, molto sviluppate in Europa ed in Italia.

Durante il meeting, patrocinato dal Comune di Sorrento, il gotha mondiale della ricerca fusionistica sulla radiofrequenza nei plasmi, ha potuto confrontarsi sui risultati scientifici più recenti e sulle problematiche ancora irrisolte.

Angelo Tuccillo – ENEA "Speriamo che escano idee nuove soprattutto in vista del contributi che noi come scienziati italiani in particolare diamo alla realizzazione di Iter, in particolare in campo di radiofrequenze attualmente a Frascati stiamo lavorando per risolvere uno dei problemi attualmente più seri ed è quello delle potenze molto elevate nell’IonCyclotron, che è il sistema principale di riscaldamento che ha purtroppo il “draw back” di generare impurezze nel plasma. Grazie al codice sviluppato fra l’altro dal Politecnico di Torino, di cui uno dei maggiori artefici ha ottenuto un premio qui alla conferenza, riusciamo a progettare delle antenne più facilmente gestibili in alta potenza nei plasmi"

Per ricerca e industria italiane bilancio in attivo: attraverso la collaborazione con i laboratori dell’Associazione ENEA-Euratom, l’Italia vanta l’avanguardia in un settore che offre ritorni determinanti in termini di competitività e sviluppo. Anche per i giovani.
 
Daniele Milanesio – "Young Researcher Topical RF Conference Prize" - Politecnico di Torino "il premio è legato allo sviluppo di un codice per la simulazione di antenne per il riscaldamento dei plasmi,ho dato un contributo nell’accrescere le potenzialità del codice e da codice di nicchia è diventato uno strumento che tutto il mondo dei plasmisti che si occupano di antenne utilizza giornalmente. Speriamo di continuare così"

Centinaia di milioni di gradi. E’ questa la temperatura che, il quarto stato della materia, il plasma, deve raggiungere per innescare la reazione di fusione termonucleare.
Come è possibile produrre plasma sulla terra e portarlo a quelle temperature? 
Se ne è discusso a Sorrento, durante la 20^ Conferenza Internazionale organizzata dall’ENEA, sulle applicazioni delle radiofrequenze nei plasmi.
Data: 22/07/2013
Autori: L. Moretti, R. Ciardi
Canale: Nucleare 

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