FTU, Frascati Tokamak Upgrade, una macchina sperimentale dalle caratteristiche uniche, su cui ricercatori di tutto il mondo studiano la possibilità di ottenere energia dalla fusione nucleare.
Costruita a Frascati presso il Centro di Ricerche dell’ENEA negli anni ‘90, simula per densità di plasma e campo magnetico quelli di ITER, il primo esperimento di reattore a fusione al mondo, e per questo ancora oggi punto di riferimento per la ricerca internazionale.
Gli ultimi studi sul Tokamak dell’ENEA, hanno riguardato lo smaltimento del calore all’interno del reattore e la sperimentazione del litio liquido come materiale direttamente esposto al carico termico del plasma.
 
GIUSEPPE MAZZITELLI – ENEA "per la prima volta, su una macchina Tokamak di una certa importanza come il Tokamak FTU in funzione presso i laboratori di Frascati, è stato testato un sistema che utilizza il metallo liquido in particolare il litio, affacciato direttamente al plasma con dei risultati che sono stati veramente notevoli. l’ENEA è in prima linea per quanto riguarda questo tipo di ricerche.."
 
Gli esperimenti condotti, hanno varcato le frontiere di funzionamento dei reattori verso regimi non ancora esplorati, con risultati scientifici eccezionali che sono stati discussi durante l’ultimo simposio internazionale organizzato dall’ENEA, sul tema.
 
GIUSEPPE MAZZITELLI – ENEA "noi abbiamo un grosso problema con le macchine, coi reattori a fusione, che è quello di poter preservare la parete che deve in qualche modo sopportare i carichi termici, che si sviluppano all’interno di un reattore. circa 1 GigaWatt di potenza elettrica, 1000 MegaWatt, il che significa che dentro c’è una potenza di ca. 3000 Megawatt, come poter alleviare il problema dello stress dei materiali? per esempio utilizzando metalli liquidi perché una superficie liquida non si danneggia permanentemente come una superficie solida"
 
Il Litio, il più leggero degli elementi solidi utilizzato nelle leghe conduttrici di calore e nelle batterie, è largamente disponibile sulla crosta terrestre e negli oceani, è di fondamentale importanza anche dal punto di vista energetico. 
Questo metallo, abbondante in natura, che se bombardato dai neutroni della reazione di fusione, produce uno degli elementi del combustibile del reattore, il trizio, è in grado di sostenere gli enormi carichi termici del plasma e di migliorarne anche la qualità.
 
GIUSEPPE MAZZITELLI – ENEA "siamo solamente all’inizio però le potenzialità sono enormi.. portare avanti la ricerca significa investimenti che sono però sempre dei ritorni produttivi , quello che credo sia fondamentale è che sia a livello europeo ma anche a livello nazionale, ci sia uno sforzo nel continuare e perseguire questa strada perché questa potrà essere forse la soluzione ai problemi energetici del futuro"
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Metalli liquidi, faccia a faccia con il plasma

Luogo: Frascati
Data: 21/11/2013
Canale: Nucleare
Autori: R. Ciardi, L. Moretti

FTU, Frascati Tokamak Upgrade, una macchina sperimentale dalle caratteristiche uniche, su cui ricercatori di tutto il mondo studiano la possibilità di ottenere energia dalla fusione nucleare.
Costruita a Frascati presso il Centro di Ricerche dell’ENEA negli anni ‘90, simula per densità di plasma e campo magnetico quelli di ITER, il primo esperimento di reattore a fusione al mondo, e per questo ancora oggi punto di riferimento per la ricerca internazionale.
Gli ultimi studi sul Tokamak dell’ENEA, hanno riguardato lo smaltimento del calore all’interno del reattore e la sperimentazione del litio liquido come materiale direttamente esposto al carico termico del plasma.
 
GIUSEPPE MAZZITELLI – ENEA "per la prima volta, su una macchina Tokamak di una certa importanza come il Tokamak FTU in funzione presso i laboratori di Frascati, è stato testato un sistema che utilizza il metallo liquido in particolare il litio, affacciato direttamente al plasma con dei risultati che sono stati veramente notevoli. l’ENEA è in prima linea per quanto riguarda questo tipo di ricerche.."
 
Gli esperimenti condotti, hanno varcato le frontiere di funzionamento dei reattori verso regimi non ancora esplorati, con risultati scientifici eccezionali che sono stati discussi durante l’ultimo simposio internazionale organizzato dall’ENEA, sul tema.
 
GIUSEPPE MAZZITELLI – ENEA "noi abbiamo un grosso problema con le macchine, coi reattori a fusione, che è quello di poter preservare la parete che deve in qualche modo sopportare i carichi termici, che si sviluppano all’interno di un reattore. circa 1 GigaWatt di potenza elettrica, 1000 MegaWatt, il che significa che dentro c’è una potenza di ca. 3000 Megawatt, come poter alleviare il problema dello stress dei materiali? per esempio utilizzando metalli liquidi perché una superficie liquida non si danneggia permanentemente come una superficie solida"
 
Il Litio, il più leggero degli elementi solidi utilizzato nelle leghe conduttrici di calore e nelle batterie, è largamente disponibile sulla crosta terrestre e negli oceani, è di fondamentale importanza anche dal punto di vista energetico. 
Questo metallo, abbondante in natura, che se bombardato dai neutroni della reazione di fusione, produce uno degli elementi del combustibile del reattore, il trizio, è in grado di sostenere gli enormi carichi termici del plasma e di migliorarne anche la qualità.
 
GIUSEPPE MAZZITELLI – ENEA "siamo solamente all’inizio però le potenzialità sono enormi.. portare avanti la ricerca significa investimenti che sono però sempre dei ritorni produttivi , quello che credo sia fondamentale è che sia a livello europeo ma anche a livello nazionale, ci sia uno sforzo nel continuare e perseguire questa strada perché questa potrà essere forse la soluzione ai problemi energetici del futuro"

Fusione nucleare: per la prima volta su FTU "Frascati Tokamak Upgrade", è stato sperimentato con successo il litio liquido come materiale direttamente esposto al carico termico del plasma. Il Tokamak dell'ENEA, che simula per campo magnetico e densità di plasma quelli di ITER, è ancora oggi punto di riferimento per la ricerca internazionale sulla fusione nucleare. 

Autori: R. Ciardi, L. Moretti

Data: 21/11/2013

Canale: Nucleare

 

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